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Due, tre, cinque minuti

Amore

Maurizio vassalli

Poesia pubblicata il 16/09/2019 | 71 letture

La malattia di mia madre e la solitudine
mi stanno annientando lentamente
e come un puzzle folle
perdo inesorabilmente i pezzi,
e quando sono al culmine della depressione,
e quando sono al culmine del dolore
desidero sprofondare nelle lenzuola della notte
per addormentarmi e non svegliarmi più.
Poi mi sveglio. È mattina,
tutto è come prima, monotonia e solitudine,
dolore e pazzia, malinconia e oppressione.
Poi come per incanto appari tu
come un angelo sceso sulla terra
per soli due, tre, cinque minuti appari tu.

Come per incanto appari tu angelo
sceso sulla terra, bella, simpatica, dolce, cara
il tuo sorriso come luce danza nella mia anima  oscura...

Non riesco a contenere le emozioni
sono un fiume in piena che straripa
in ogni fibra del  mio essere mi agita
mi agita la carne, mi agita le ossa
perché quel sorriso è luce per i miei occhi
raggi di sole, fonte vitale da custodire 
come gemme preziose per quando
è tempo di magra, e sentirò la mancanza
di quella calda carezza che come luce
danza nella mia anima oscura.
Aspetterò con ansia il giorno in cui
per soli due, tre, cinque minuti appari tu
come un angelo sceso sulla terra.
Il tuo sorriso danza come luce
nella mia anima oscura.

Il tuo sorriso, il tuo sorriso
mi mancherà la prossima settimana,
mi mancherà come ossigeno per respirare,
mi mancherà come un appiglio cui aggrapparmi
e sfuggire a questa vita dura,
e sfuggire a questa vita dolorosa.

Non so cosa stia succedendo,
non so cosa mi stia succedendo.
So solo che tu per me sei importante
il tuo bel viso dolce, il tuo essere come sei
mi riempiono di gioia, mi fanno sentire bene
mi fanno dimenticare i dispiaceri,
mi danno un po’ di pace, per un breve periodo
e poi si torna alla realtà spigolosa
ma che buon tempo speso, quei due, tre, cinque minuti
non li cambierei con nulla al mondo,
sono vita a cui non posso rinunciare
sono una fresca brezza che da conforto
dal caldo opprimente di una malattia
che lacera e distrugge, e non ti lascia speranza,
tu sei la bellezza, che si staglia sulle brutture
si staglia sull’angoscia, e dona poesia
dove non c’è poesia, ma solo sofferenza e paura.

Tutte le persone intorno,
in quel momento non contano, non esistono,
contano solo due cenni, due sguardi, due occhi,
due sorrisi che si incontrano,
si studiano, e si incontrano,
un incontro segreto, un incontro misterioso
che nessuno può ostacolare, 
che nessuno può decifrare,
un saluto delicato,
intimo e silenzioso,
non servano parole, le parole sono superflue,
conta solo quell’incontro
l’incontro di due anime
che elevano l’essere umano a qualcosa di grandioso
come la bellezza dell’alba,
come la bellezza del tramonto
elevano l’essere umano a qualcosa di grandioso.
 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

Maurizio vassalli

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