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Io sono un bambino

Riflessioni

Giuseppe Mauro Maschiella

Poesia pubblicata il 21/05/2019 | 169 letture

Guardami negli occhi perché
io sono un piccolo bambino,
uno dei cento milioni
affamati nel mondo,
uno dei tre milioni che muoiono
di fame ogni anno.
Troppi bambini non sorridono,
non giocano, piangono,
muoiono disperati
chiedendosi il motivo
per cui sono nati.

Guardami negli occhi
politicante occidentale,
guardatemi negli occhi voi,
capi delle chiese umane,
guardami anche tu,
scrittore o giornalista
da salotto che
con la pancia piena scrivi sui tristi destini
e su come sarebbe bello
cambiare il futuro dei bambini.
Guardatemi voi tutti che
sembra vogliate consegnare
ai bambini un mondo migliore.
E’ un passaparola secolare
e il risultato è per noi questa
terra, piena di dolore.
Nascere in un luogo o in
un altro non è un merito,
vivere dignitosamente
in qualsiasi luogo è un diritto
e se non posso vivere
la mia infanzia, questo è un delitto.

Guardatemi bene
negli occhi piangenti
voi falsi innocenti.
Voi la fame vera l’avete
provata solo quando
siete nati, piccoli istanti,
nei quali l’urgente
necessità di mangiare
era annunciata dai
vostri pianti strazianti.
A me, quel pianto straziante,
non mi ha mai lasciato.
Solo adesso mi lascerà, dopo
che me ne sarò andato.
Se qualcuno spiega il perché
di questo nostro lento addio,
lo lasciate parlare nella
notte delle coscienze,
magari gli date un premio
purché, poi, taccia per sempre.
Parlate di pace, parlate del mondo disuguale
e continuate a renderlo tale.

Io sono proprio arrivato
alla fine, ma voi non potete
alzare la testa, dovete
guardarmi ancora negli occhi.
Dovete guardare quaggiù,
qui sotto, tra i lamenti,
dovete guardare noi
bambini innocenti.
Ci avete tolto l’infanzia,
ci avete regalato l’oblio
del silenzio e l’indifferenza
che copre la menzogna.
Voi avete chiuso la porta sulla nostra vita,
sulla nostra sofferenza infinita,
senza storia, né memoria, né sgomento.
Ma io sono la vostra storia,
quella vera e sono
quindi il vostro fallimento.
Me ne vado senza speranza,
io che della speranza sono l’essenza,
sono troppo piccolo per pensare
che qualcuno potrà cambiare
sensibilità e coscienza.
 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

Giuseppe Mauro Maschiella

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