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La sveglia dei fantasmi

Introspezione

Rosaria Catania

Poesia pubblicata il 02/10/2018 | 67 letture

Dicevan che cantava al mondo
era nata di marzo un po’ pazzerella

sole pioggia vento
ne eran fatte le sue carni

un po’pazzerella giusto giusto
che non le guastò il sorriso

è ben sveglia
nel mondo della sua eterna fantasia

volava lontano
oltre quel muro invalicabile
emigrando
nella sua surrealistica visione

come gli uccelli
si sentiva libera
nello spiccar il volo
oltre l’immaginabile perduta visione

ogni cellula del suo corpo
vibrava del sapere
folle
folle
follemente
maledettamente folle...

immutata tenerezza
in egual purezza disarmante
offuscata sincerità

nulla la ostacolava
nessuna barriera la fermava
il suo corpo
vibrava di sapere
al cospetto di chi
non capì
e non ascoltò la sua voce

ha taciuto ha sofferto
nel bene altrui
perduta nel fatato
gioco poetico

muta
svanì
vacillò
e mai si bagnò

nella sua tempestosa gemma
di spirito gagliardo

l’omertà infinita
nell’implacabile crudel destino
fu segnato
ti fece bella
agli occhi del mondo

libertà di parola
la bocca tua
traboccò scritti
come petali di rose
ne fiorirono in tanti

incompresa
sugli errori del passato
dolorosi da dimenticar

non perdesti la rotta
non ti scalfì
nessuna scheggia velenosa

Nulla...

Non si toccavano
non si sentivano
le vibrazioni
che albergavano in te
e dentro te
eran onde
che si infrangevano sugli scogli

si frantumavano
con dolor tuo
per ritornare
da dove eran partiti

i fantasmi tuoi
eterni amici nemici
giocherelloni beffardi
ti fecero scrivere sui muri
col l’amato rossetto rosso

sorridevi fiera alla vita
tra assaggi d’ironia
e lo sguardo s’allontanava
oltre la nebbia bianca
in quel mistico silenzio

il timbro portentoso della tua voce
di troppe sigarette fumate
mani grassottelle
e unghie rosse
con le labbra in fiamme

antica era la fortezza
rinascevi a vita
rinchiusa in manicomio
fosti miccia pronta ad esplodere

foglia radicata all’albero
prosciugasti il cielo
dalla rabbia tua incompresa
e il silenzio fu pesante
in quelle mura

Tu...

nata libera
come l’aria di primavera
la sveglia scandì i secondi
in una notte di stelle
con l’olio che scivolò
dalle tue mani sapienti

ogni tua molecola
rimase impressa
nel grande libro
risuscitò la grandezza tua
con l’amore dei tuoi pensieri

come fuoco
avvampò di calore
e prevalse il sogno in te
così i fantasmi si dileguarono
nei ricordi
su tutto e tutti...

Nota dell'autore:

«Ad Alda Merini
Vero nome “Alda Giuseppina Angela Merini”
la grande poetessa del nostro 900
N. 21 3 1931
M. 4 11 2009
»

 
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Rosaria Catania

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