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La tessera della biblioteca

Uomini

Stefano Iori

Poesia pubblicata il 30/05/2017 | 294 letture

Ora sì che son contento!
Avevo ormai una brutta faccia
e ora che più non agghiaccia,
compio undici anni
e, invece di stender panni,
faccio giunger il mio momento!

Oggi vado a tesserarmi,
e potrò andar in biblioteca,
quella con annessa cineteca,
da mattino presto alle otto di sera,
senza però smangiucchiar la pera
che a quell'ora non so levarmi.

Entro, e che capolavoro:
scaffali di libri di tutti i tipi,
dalla narrativa agli antichi miti,
dal giallo al romanzo rosa,
è una visione spettacolosa
di cui sempre più m'onoro.

C'era quella dell'oratorio,
la biblioteca di parrocchia,
dove il prete sgranocchia
finferli e caramelle croccanti...
ma crescendo e andando avanti,
sento un che di liberatorio.

Voglio far il bibliotecario:
e stare in mezzo alla cultura,
tenere a bada la censura,
raccoglier un vasto corollario
che ampli assai l'inventario,
e renda il posto bello e vario.

La biografia in tre volumi
di Dylan, il ritratto di Dorian Gray
e le piccole donne di Louisa May,
e come scordare i simbolisti,
senza nulla togliere ai veristi,
che tutti fecero scintille a fiumi?

Se non trovo niente da fare,
entro in biblioteca e leggo,
e se anche il tomo non reggo,
su una storia mi concentro
affinché mi penetri dentro
col lascito impossibile da levare.

Shakespeare, Goldoni,
Pirandello, Camilleri,
Calvino con aracnidi e sentieri,
ben comodo faccio un viaggio
e mi figuro in un tosto miraggio
le migliori opere dei campioni.

Conserverò gelosamente
la tessera che ha permesso
tutto questo: non è lo stesso
che rimaner ignoranti per scelta,
perché questa cultura è divelta
da chi s'atteggia a indifferente.

Potere e sapere fan rima,
ma io non voglio esser re,
in quanto sto bene qui da me:
la memoria messa a usufrutto
non manda il conoscere in lutto,
e la superficialità di certo non mima.
 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

Stefano Iori

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