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Mi chiamano ad amare

Amore

Stefano Iori

Poesia pubblicata il 04/11/2016 | 790 letture

Giocare al lotto la fedeltà,
accoglier, quando vien, la fortuna,
accarezzare una chioma bruna,
non son cose d'una semplicità
così immediata e genuina:
piuttosto vi vedo una sorte malandrina!

Il Sole nasce sempre al mattino,
e mentre si sogna lui riposa;
sognare non è attività costosa,
ma dà ogni volta un brivido felino...
eppure ti ritrovi sempre chiamato
ad atti che non avresti pensato.

Perché ti chiamano ad amare,
e io e te, siamo forse adatti?
Occorre sempre star ai patti,
e chi è sorpreso a sgarrare,
davanti al tribunale dei sentimenti
dovrà lacrimar i suoi pentimenti.

Solo guai mi venner incontro
da quando agguantai la luce:
un mostro dal ghigno truce
ogni dì combatto e riscontro...
di schiena, ha ali da Cupido,
ma il volto è più che mai infido!

No, non facciamoci illusioni:
ameremmo soltanto la follia,
e nel nostro cuore un'anarchia
creeremmo, a totali profusioni;
sempre stupido abbiamo detto
l'innamorarsi lascivo e perfetto.

Odiare un imperterrito nemico?
Bollare un avversario d'eresia?
Non farei del male a chicchessia
solo perché ciò che faccio lo dico...
ma so usar violenza, se necessario,
e aggiunger vittime all'inventario!

Non è odio quel che provo:
le persone m'amerebbero comunque,
mi mostrerebbero grazia ovunque,
anche entrando in un covo
nel quale un disordine mentale
riveli la mia innata vena venale.

D'incontrar la donna della mia vita
m'augurarono: che pazza impresa!
Forse il pro e il contro non soppesa,
ma credo assai che sia una gita
rischiosa, barcollante e incerta,
se una personalità non è esperta.

Ma ho una qualche consolazione:
quando prendo matita e pastelli,
disegno abitazioni e castelli
dando sfogo all'immaginazione
che mio padre mi fa figurare
all'interno di un soave benestare.

E tu che fai, fratello inesistente?
Chiamano ad amare anche te?
Allora non smarrirti nei cioè
e sii il più possibile coerente:
mai ti ebbi, ma sempre ti penserò,
e quando mi vedrai, t'abbraccerò.
 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

Stefano Iori

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