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L’agognata terra mia

Introspezione

Pasquale Farallo

Poesia pubblicata il 30/06/2015 | 1560 letture

Dalle acque sorgi e dal mare tu sei cinta
poi languida t’abbandoni distesa sulle onde
accarezzata dal vento e baciata dal sole,
terra agognata, sognata e abbandonata
ma giammai dimenticata.
Terra amata dal profondo del cuore
tu che sconsolata accogliesti i miei rotti singhiozzi
nei miei tanti addii muti e laceranti,
poi paziente attendesti i miei gioiosi ritorni
e tu mia amata Molfetta
tu che i natali mi desti
e indulgente accogliesti
i miei primi passi giovinetti,
tu che per prima i miei affanni conoscesti
e le acute pene del mio cuor tradito, scalfito
ma sempre mi porgesti il viso
con amorevole sorriso

Terra antica ed aprica,
indomita e laboriosa
dove Federico imperatore
la sua augusta dimora
di pace, di caccia e rilassate cure
nelle tue dolci campagne,
sulla cima di un bel monte pose:
il puer Apuliae, lo stupor mundi
colui che primo intraprese,
visionario antesignano,
unir l’oriente all’occidente
in sincretismo religioso,
con le arti e la cultura dell’una e dell’altra parte
che egli entrambe sommamente amava

Tu amata terra,
le tue lande assolate
dolcemente calpestarono
miriadi e miriadi di pellegrini,
essi con la pace in cuore
e con la croce al petto
le tue aride strade attraversarono
per giungere in Terra Santa
e dai tuoi porti antichi
Cavalieri Crociati vedesti partire
ardenti di fede e ferventi d’amore
che il Santo Sepolcro
difesero con le armi e con l’onore
e molti di essi mai più vedesti ritornare

Io ti amo terra mia
malinconica e pudica
dolce e amara
come una nenia antica
fragile preda sofferente e ambita,
impalpabile meta della mia vita.
Ed ora che figliol prodigo
da te son ritornato
il mio estro soltanto vorrei donarti
poiché di me la mente
il petto e tutto quanto il resto
tu già lo possiedi
ed il mio cuore
da sempre ti appartiene...

Nota dell'autore:

«Che altro dire di te... oltre che sei la terra mia?»

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

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