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Lo scarabocchio

Comicita'

vittorio pochini

Poesia pubblicata il 22/08/2013 | 1487 letture

Sono la brutta copia di una creatura,
nato per far paura alla stessa natura.
Scarnito, pelato, slanciato ma secco,
con la bocca stretta a forma di becco.

Mia madre mi guarda e rimane muta.
Piange dall'emozione e cade svenuta.
Le sue mammelle non danno più latte.
Provo sotto la capra e le tiene ritratte.

Due gocce me le succhio da una vacca
ma finisco sepolto in un mare di cacca.
Dalle pecore escono solo scure palline,
neppure esistono confezioni in lattine.

Che dolore la tua scomparsa, Poppea.
Se vivo è per te: "Mors tua, Vita mea".
Tiro avanti giornalmente col semolino,
più grasso di me è anche lo stecchino.

Il dentista dice che sono trasparente.
Da dietro le spalle mi estrae un dente.
Rivolto a mia madre fa la sua battuta:
"dov'è finita la carne, se l'è venduta?"

Sono chiamato: "lo scheletro parlante"
perché cammino storto e barcollante.
Dico oggi quello che ho pensato ieri,
come i treni, ritardano i miei pensieri.

Le costole, ben visibili, non sono belle,
fanno su e giù, a mo' delle tapparelle.
Più in basso il "manico" e la borsetta,
con dentro le " rotelle " della suddetta.

Raffreddato, mi scappa uno starnuto,
scendono i vestiti e resto quasi nudo.
Le mutande, che porto con le bretelle,
coprono il mio "manico" e le "rotelle".

Mi muovo e sento lo stridore delle ossa,
ho paura di seminarle alla prima scossa.
Il loro insieme è ricoperto con la pelle
e quando si accavallano vedo le stelle.

La mia alimentazione è assai precaria,
praticamente sto digiuno, vivo d'aria.
Bevo l'acqua, che prendo dalle bocce,
la sorseggio utilizzando il contagocce.

Sono tanto leggero che posso volare.
Basta un alito di vento per decollare.
Il problema rimane il come atterrare.
Privo delle piume non posso frenare.

Una cosa buona mi dona la dolce natura
che la utilizzo dopo l'avvenuta sepoltura.
Ai vermi che vengono a fare gli spuntini,
offro solo la pelle con moltissimi ossicini.
 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

vittorio pochini

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