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La vacanza

Comicita'

vittorio pochini

Poesia pubblicata il 30/07/2013 | 1174 letture

Il mese di agosto è ormai alle porte
lo aspetto come un condannato a morte.
Le mie due donne pensano alla vacanza
sebbene non viviamo nell'abbondanza.

Mia moglie raziona tutto, risparmia l'intero anno
non capisce che la vacanza per la tasca è un danno.
I giorni pari mangiamo, i giorni dispari beviamo.
Con le flebo od il contagocce ci dissetiamo.

Inizia a sfogliare gli opuscoli pubblicitari
trova le località per i poveri e per i miliardari.
L'occhio le si sofferma sull'Argentario,
vuole vedere come soffre in ferie un milionario.

Poi rompe il salvadanaio, conta il gruzzoletto
e finisce la favola del ricco e del poveretto!
Comincia a piangere, la casa rischia di allagare,
poiché l'amo decido di portarle entrambe al mare.

La suocera che ho sempre tra le palle
vive praticamente sulle mie spalle.
Dice che i soldi ricevuti con la pensione
le provocano l'abbassamento di pressione.

Anche lei chiede e pretende la villeggiatura,
la porterei a zappare per aiutare l'agricoltura.
Quando deve pagare il ticket per le analisi
le sue mani vengono colpite dalla paralisi.

In un paesino antico, nel vecchio borgo
ho prenotato, nell'unico solo albergo,
una stanza senza finestra nel sottotetto,
arredata con un sol letto, priva di gabinetto.

Riposeremo a turno. Sfideremo la sorte
chi dorme di giorno sta sveglio la notte.
Il sorteggio ha stabilito: a mia suocera il diurno
a me e mia moglie invece il turno notturno.

Al mare prendo a noleggio una piccola barca
e inizio a remare. Sembro Noè con l'arca.
Con me c'è mia moglie con sua madre
che all'improvviso si sposta e cade in mare.

Mi urla: " buttati, non sa nuotare,
salvala che rischia di annegare! "
"Stai calma" le dico, " con quella pancia a palla,
anche il mare la rifiuta, vedrai che torna a galla!

Le giornate poi trascorrono lentamente
a me dal primo giorno fa male un dente.
Senza l'ombrellone prendo un'insolazione
e vengo ricoverato in sala rianimazione.

Sette giorni di vacanza sono tanti
per chi, come me, non ha contanti.
Ma pure quest'anno, bene o male,
le ho fatte felici con una cambiale!
 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

vittorio pochini

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