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Cuore di cane si spezza

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dionisio moretti

Poesia pubblicata il 27/02/2011 | 1520 letture

Basta Patito, a cuccia, zitto, bbono,
'ste cose t'ho detto de 'n toccalle,
se nu' la pianti, guarda che te sono,
ah, nun capisci?... E io te fo la pelle!
Certe cose, è ora de capille
perché se rompi proprio li cojoni
ce rimmedi du' carci su le palle
e una bella zampata lì a li reni!...
E certo c'ho da usa' 'sti toni,
il dieci Maggio cjavrai un anno sano,
l'urtima vorta che sceji li bocconi
e festeggi co' Ghirba e co' Cerino!...
Laluna verrà a fatte lo strofino,
perché è la fidanzata e se capisce
che ar compleanno t'ha da sta vicino
perché è 'na troia da quanno ch'è in fasce.
Le luci, leggermente mosce,
quanno Laluna aprirà lo ballo,
la gonna appuntata su le cosce
e giù, a balla' finché nun viè lo callo.
Pe' regalo una felpa ar collo
e lo cappuccio co' lo tricolore,
in cima ce mettemo un pappagallo
che dice escort a tutte le signore.
'Rivati a la fase dell'ardore
il bruto sta lì, pronto da un lato,
a menaje, perché è senza core,
al povero Patito disperato.
Come je passa vicino intimidito,
je parte preciso co ' n diretto,
lo pja con carcio sotto a lo costato,
'ccosta la porta e chiude lo lucchetto.
Ma mentre se lamenta, poveretto,
s'infila sotto lo cancello piano,
je 'molla un mozzico de sotto lo giacchetto
e poi 'baianno fugge via lontano.

(traduzione)
Cuore di cane si spezza

Basta Patito, a cuccia, zitto, buono,
queste cose t'ho detto di non toccarle,
se non la pianti, guarda che ti picchio,
ah, non capisci?... E io ti uccido!
Certe cose, è ora de capirle
perché se rompi proprio i testicoli
ce rimedi due calci sui coglioni
e una forte zampata sulle reni!...
E certo che devo usare questi toni,
il dieci Maggio avrai un anno sano,
l'ultima volta che scegli i bocconi
e festeggi con Ghirba e con Cerino (i gatti)!...
Laluna verrà a farti lo struscio,
perché è la fidanzata e si capisce
che al compleanno ti deve stare vicina
perché è una escort da quando ch'è in fasce.
Le luci, leggermente mosce,
quando Laluna aprirà il ballo,
la gonna appuntata sulle cosce
e giù, a ballare finché non viene il callo.
Per regalo una felpa al collo
e il cappuccio con il tricolore,
in cima ci mettiamo un pappagallo
che dice troie a tutte le signore.
Arrivati alla fase dell'ardore
il bruto sta pronto già da un lato,
a picchiarlo, perché è senza cuore,
al povero Patito disperato.
Come gli passa vicino intimidito,
gli parte preciso con un pugno,
lo prende con un calcio sotto il costato,
accosta la porta e chiude il lucchetto.
Ma mentre si lamenta, poveretto,
s'infila sotto il cancello piano,
gli dà un morso da sotto il giacchetto
e poi abbaiando fugge via lontano.

Nota dell'autore:

«Patito è il nome di un cagnolino frutto della mia immaginazione. A differenza di Petito, un cane vivo e vegeto, amato e coccolato, Patito è trattato con volgare brutalità dal suo "padrone". Ghirba e Cerino sono i suoi 2 amici gatti e Laluna la sua fidanzata: tutti e 3 inventati da me. Se i personaggi sono immaginari, di animali trattati come bestie da bestie/umane, ce ne sono purtroppo, tantissimi.»

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

dionisio moretti

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